LA VERA STORIA

La singolare scoperta viene rivelata, a Vicenza, nel maggio del 1985, dal prof. Cecil Clough, dell’Università di Liverpool, in occasione del 500° anniversario della morte di Luigi da Porto, autore della Novella “Giulietta”. La rivoluzionaria tesi di uno dei massimi studiosi del rinascimento veneto, frutto di oltre 30 anni di ricerche accurate, è questa: la celebre vicenda amorosa è certamente accaduta, e riguarda due nobili, Lucina Savorgnan del Monte e Luigi da Porto. Essi si sono incontrati a Udine, durante una festa di Carnevale, svoltasi a Palazzo Savorgnan, nel febbraio 1511 quando la quattordicenne bellissima Lucina, cantando, suonando e ballando, incanta il cugino Luigi, che in quel periodo è capitano dei cavalleggeri veneti a Cividale del Friuli.
Ma la storia è stata narrata in modo che risultasse coperta la vera identità dei personaggi, dei tempi e dei luoghi, nonostante gli spunti autobiografici che non mancano (a cominciare dalla descrizione del Carnevale di cui riferisce lo storico Marin Sanudo) L’opera di dissimulazione è dovuta al fatto che uno dei protagonisti (Romeo) è anche l’autore della Novella. Dunque, Montecchi, Cappelletti, il convento dei Francescani a Verona, il periodo 1300, Giulietta e Romeo, è tutto invenzione, una pura creazione letteraria, (come già nel 1800, era stato osservato da studiosi veneti quali Giuseppe Todeschini e Bartolomeo Bressan). Più tardi, la Novella di da Porto, grazie alla rielaborazione geniale del drammaturgo William Shakespeare, ha trovato nella città scaligera una fortunata e abile messa in scena ad uso e immagine turistica.

Dopo le stupefacenti rivelazioni di Clough ci si poteva aspettare una reazione eclatante, almeno da parte friulana. In fondo, lo studioso inglese aveva parlato a Vicenza perché ascoltasse Udine. Non se ne fece niente. La parte veneta fu ben lieta di addormentare l’interesse per la questione. Quanto ai Friulani essi privilegiarono i rapporti di buon vicinato che vollero rispettare più dei propri interessi e si dimostrarono coerenti con la loro tradizionale riservatezza e concretezza. Ma un filo sotterraneo sopravisse grazie all’interesse di Detalmo Pirzio Biroli e di suo figlio Roberto, eredi di un ramo della famiglia Savorgnan e abitanti nel castello di Brazzacco a pochi chilometri da Udine. Essi si tennero in relazione epistolare con il professore di Liverpool dal quale ricevettero preziosi documenti.
Il rilancio avvenne nel 2004, quando uno psicologo e scrittore udinese, Albino Comelli, decide di raccogliere tutto il materiale in questione, di riordinarlo, di approfondirlo e di esporlo in un libro che faccia piena luce su questa effervescente vicenda. Egli riesce a entrare in contatto con Cecil Clough che nel frattempo è andato in pensione, e ad avviare uno stretto rapporto con lui, che resta un riferimento importante nel proseguo delle ricerche effettuate con Francesca Tesei.
Vengono analizzati gli avvenimenti storici, politici ed economici di quel tempo, i rapporti questi e i protagonisti della storia amorosa. Si è data importanza anche all’indagine degli aspetti letterari e psicologici relativi all’autore, la quale conferma il carattere autobiografico della Novella.

Il libro (Giulietta e Romeo: l’origine friulana del mito, di Albino Comelli e Francesca Tesei, Firenze Libri editori) venne pubblicato nel 2006 e ricevette il plauso dello stesso Clough, il quale, nel novembre dello stesso anno, partecipò alla presentazione del libro, avvenuta nel Castello di Udine di fronte a tutte le autorità ed ad una folla incontenibile di gente che attestarono un generale popolare interesse verso questa storia. Importante è stata la relazione d’appoggio dello storico friulano Gianfranco Ellero e le parole di sostegno espresse da esponenti della famiglia vicentina, quali Antonio e Alessandra da Porto, e quelle giunte dal Sindaco di Montorso Vicentino, luogo in cui Luigi scrisse la sua Novella. Recentemente, altre città venete, tra cui Belluno e Vicenza, hanno invitato il sottoscritto a parlare di questa vicenda friulana, alla quale il pubblico e studiosi autorevoli hanno dato una inattesa e apprezzata adesione.

Per la prima volta, questa notizia-scoop, superò i confini locali per approdare sui grandi quotidiani italiani e raggiunse anche il Centro Europa. Alcuni registi della TV LA7, per conto del Programma Atlantide, ha registrato e mandato in onda un lungo e magnifico filmato sulla storia friulana dei due celebri amanti. Nel frattempo istituzioni locali e associazioni culturali e artisti ne hanno fatto oggetto di manifestazioni, di conferenze e di trasposizioni teatrali, ben sostenute da frequenti informazioni di stampa. Da ricordare, a questo proposito, le iniziative prese dai Comuni di Osoppo, di Manzano, di Gradisca d’Isonzo, di Rivignano (Ariis), Cividale del Friuli, punti significativi del percorso della vicenda friulana. In occasione del 500° anniversario del fatidico incontro tra Lucina e Luigi (26 febbraio 1511), in piazza Venerio, a Udine, sono stati premiati i partecipanti al 1° Concorso Nazionale fra le Scuole sul tema di Giulietta e Romeo in Friuli, Concorso ideato da Laura Zanelli. Un grazie sincero merita il sostegno finanziario che ci è stato dato dalla Fondazione CRUP. Tutte le altre, non indifferenti spese, dall’inizio delle ricerche nel 2004 fino ad oggi, sono state quasi totalmente sostenute da Albino Comelli. Egli è stato il promotore di ogni iniziativa, compresa quella che egli stesso chiamò “La Pace di Verona” che firmò, in qualità di presidente del Comitato in questione, assieme al presidente del potente Club “Giulietta” della città scaligera. Questo documento sancisce in modo chiaro che Udine riconosce a Verona la paternità del mito letterario Shakespeariano, mentre i Veronesi riconoscono che la storia vera è avvenuta in Friuli. Lo spirito collaborativo di questo gesto ha portato ai successivi positivi contatti fra il sindaco di Verona, Flavio Tosi e la Provincia di Udine, oltre all’incontro presso il Castelvecchio Scaligero che ha visto la cordiale intesa fra il Fogolar Furlan di Verona, organizzatore della manifestazione, il Comune Veneto e il Comitato Friulano. Ultimamente, anche la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, la Fondazione Liberal di Belluno hanno organizzato incontri pubblici sulla storia friulana dei due celebri amanti, con riconoscimenti favorevoli studiosi locali. Anche il Comune di Montorso Vicentino, luogo dove da Porto ha dettato la Novella, ci ha attestato, in varie occasioni, la simpatia verso le nostre iniziative.

Le differenze fra le due parti, tuttavia, non mancano, anche se in entrambi i casi è sempre l’amore ad essere il protagonista assoluto.
A Verona, l’amore sfida la morte e la supera in uno slancio senza paura. A Udine, l’amore deve fare i conti con le avversità della vita che colpiscono anche più della morte, e lo fa con una pazienza commovente.
A Verona, va in scena una serie di fatti rapidi, nel giro di pochi giorni, un susseguirsi di imprevisti spettacolari, mentre in Friuli gli eventi si snodano con un ritmo di anni .
A Verona, l’eroina è Giulietta che guida il cuore e trascina gli eventi piegandoli all’obiettivo supremo dell’amore, mentre a Udine, il protagonista è Luigi. Egli, dopo la grave ferita subita nella battaglia di Manzano, continua a sperare e lottare anche contro ogni reale ragionevolezza, per salvare, in qualche modo, il filo che lo lega alla sua amata Lucina, destinata, per un calcolo politico, a sposare Francesco Savorgnan del Torre.
Mentre, infine, il circuito fatale amore-morte, a Verona si conclude nell’abbraccio fatale di una tomba, in Friuli, la nascita dell’amore fra Luigi e Lucina, coincide per una terribile combinazione con l’esplodere della tragedia della Zobbia Grassa. All’alba di un nuovo giorno, quando il sogno di un amore è appena sbocciato, quando l’eco spensierata di una festa e di un ballo è ancora nell’aria, si scatena, a Udine e fra i Castelli friulani, la più sanguinosa e distruttiva delle faide fra le diverse fazioni della Nobiltà Castellana. Il regolamento di conti fra i Savorgnan, filoveneziani, e i Torriani, pro-imperiali, finisce per coinvolgere masse di contadini, sobillati da antichi asti e ingiustizie più ancora che dagli interessi dei signorotti feudali. La rivolta lascerà un cumulo desolante di macerie nella Piccola Patria, mentre le rivendicazioni dei Comuni Rustici riceveranno il vantaggio di qualche misera concessione.
In questo testacoda fra sentimenti d’amore e gesti di violenza, fra la brutalità del sangue e la dolcezza del cuore, tra le frecce al miele di Cupido e quelle avvelenate di un destino spietato, nasce il fiore sublime dell’amore fra Lucina e Luigi. Esso viene tramandato nei secoli con i nomi di Giulietta e Romeo che dissimulano i veri protagonisti Lucina e Luigi. Mentre l’amore si spegne piano piano sotto i colpi della cruda realtà, Luigi, dal suo letto di infermità e di impotenza, ha ancora l’immensa forza interiore e la bellezza di immaginare la vittoria finale, o almeno la speranza. Per questo detta la Novella, che è un appello disperato per la sua Lucina, una preghiera, una poesia , diventate un messaggio che attraverso il tempo è giunto fino a noi con la grandezza di un amore che, proprio morendo, è diventata una leggenda
Perché, l’amore, per vivere, ha bisogno di identificarsi in storie vere, prima di credere ai miti.
Ecco che cosa verranno a vedere a Udine, nell’antica Piazza Savorgnan, coloro che cercano di scoprire quale sia la verità di chi ha vissuto realmente il dramma posto in scena dal genio di William Shakespeare.
E proprio per dare un riferimento concreto a questa celebre storia del cuore, noi abbiamo chiesto, per Udine e per il Friuli, la costituzione di opere che evocassero il passaggio e il vissuto dei due amanti sul nostro territorio, sulla base di un percorso ideale, in parte già avviato. Esso parte da Udine e congiunge i luoghi significativi di questa vicenda che sono, Forte-Monte di Osoppo, Cividale del Friuli, Manzano, Gradisca d’Isonzo, Castello di Savorgnano, Castello di Brazzacco , Castello di Ariis.
La nostra tenace speranza è che questo tracciato, debitamente costruito e pubblicizzato, possa diventare un motivo importante di attrazione turistica, un messaggio di sentimenti forti e positivi, oltrecchè un punto di orgoglio per la nostra storia e la nostra terra.

La costituzione di un Comitato Scientifico fra autorevoli studiosi, che possa valutare e possibilmente sostenere questo progetto, nasce come reazione alla indifferenza con cui il Comune di Udine tratta questa faccenda

Dopo due anni dallo svolgimento della Commissione Cultura del Consiglio Comunale, (convocata su unanime sostegno delle opposizioni) in cui sono emerse le resistenze della Amministrazione, nulla è stato deciso né tantomeno fatto, nonostante un vago impegno dell’assessore alla Cultura a portare la questione sul banco di una autorevole giuria scientifica per un eventuale riconoscimento di validità.
Dopo tutto ciò che in questi 15 anni è stato studiato,scritto, detto e fatto a favore di questa vicenda, noi abbiamo intrapreso, recentemente, con l’aiuto anche del Club Unesco di Udine e di altre Associazioni e personalità, una raccolta di firme rappresentativa del forte interesse popolare a favore di una opera d’arte in Piazza Venerio, simbolo di questa storia.

Ora, noi abbiamo pensato di sottoporre ad un prestigioso gruppo di studiosi il compito di dare una valutazione di massima, sperabilmente positiva, a questo progetto che ci sta tanto a cuore. Qui sotto vengono elencati i nomi di coloro che fanno parte di questo gruppo.

GILBERTO GANZER studioso e critico d’arte, Udine
DI LORENZO ANTONIO studioso e scrittore, Vicenza
BIASONI MINO studioso e scrittore, Osoppo
COMELLI ALBINO studioso e scrittore, Udine
DA PORTO ANTONIO erede e studioso della famiglia, Padova
ELLERO GIANFRANCO storico e scrittore, Campoformido
FAVIA LORENZO ricercatore storico, Cividale del Friuli
FRATTOLIN FRANCESCO ricercatore storico, Cesarolo
MARIO MARTINIS scrittore storico, Savorgnano
ORIOLES VINCENZO docente università di Udine
PIUZZI FABIO archeologo, scrittore storico, Udine
PIRZIO BIROLI ROBERTO erede-studioso famiglia Savorgnan
SAVORGNAN RENZO studioso dei Savorgnan, Bicinicco
CECIL CLOUGH professore e ricercatore Università di Liverpool
DELL’AGNESE ANDREA ricercatore e operatore culturale

Cecil Clough resta il presidente onorario di questo Comitato.

 

DOCUMENTAZIONE A FAVORE DI GIULIETTA E ROMEO IN FRIULI

Bibliografia:

  • Cecil Clough: “Love and war in Veneto, Luigi da Porto and the true story of Giulietta e Romeo” 1993, Revue
  • Relazione all’Accademia Olimpica di Vicenza – 1985
  • Lettere a Detalmo Pirzio Biroli
  • “Lettere Storiche di Luigi da Porto” a cura di Clough, Colla Ed. Vicenza 2013
  • “Tracce Tangibili”, Campanotto Ed. Udine 2006
  • Detalmo Pirzio Biroli “Finestrelle”, Campanotto Ed. Udine 2005
  • Comelli Albino e Tesei Francesca “Giulietta e Romeo: L’origine friulana del mito”, Firenze Ed. 2006
  • Gianfranco Ellero “La storia di Udine”
  • Marin Sanudo “I diari”
  • Gregorio Amaseo “Historia di crudel zobbia grassa”
  • Luigi da Porto “Novella nuovamente ritrovata di un innamoramento”, Bendoni Ed. Venezia 1531
  • Giuseppe Todeschini, Lettere a Bartolomeo Bressan e Jacopo Milan Vicenza 1857
  • Cargnelutti Liliana, “I Savorgnan e la Patria del Friuli dal XII al XVI secolo”
  • Masuccio Salernitano, “Il Novellino”, 1476
  • William Shakespeare, “Juliet and Romeo”, Londra 1596

FATTI E IPOTESI

Il 26 febbraio 1511 Maria Grifone moglie di Giacomo Savorgnan del Monte organizza nel Palazzo Savorgnan, a Udine (oggi Piazza Venerio) una festa di Carnevale cui partecipa ufficialmente la figlia Lucina, 14 anni, che balla, canta e suona il clavicembalo. Alla festa partecipa tutta la nobiltà udinese che da poche ore ha trovato una tregua in Castello fra le due fazioni quella di Antonio Savorgnan del Torre e quella di Alvise della Torre, i primi pro-Venezia, i secondi pro-imperiali. Luigi da Porto che è capitano dei Cavalleggeri Veneti a Cividale, certamente è presente a Udine, e anche alla festa, per vari motivi: controllare la situazione, cioè spiare gli avversari a nome del potente zio Antonio; inoltre, per curiosità, per il piacere di rivedere la sua cugina Lucina che si esibisce nella sua affascinante bellezza fino a colpire il suo cuore…Il giorno dopo, la città e l’intera Patria del Friuli piombano nella tragedia della Zobbia Grassa che dilania gli opposti avversari, brucia e distrugge i castelli sotto l’onda di vendetta delle due fazioni e soprattutto dei contadini che soffrono ingiuste e insopportabili condizioni di vita economica.

Quasi non bastasse nel giro di un mese il Friuli sarà flagellato dal terremoto, dalla peste e poco dopo, anche dalle alluvioni, e la fiorente città di Udine, sarà ridotta ad un manipolo di miseri sopravvissuti.

Luigi da Porto, nel marzo successivo, viene inviato a capeggiare la guarnigione veneta della fortezza di Gradisca d’Isonzo. Il 20 giugno, durante una battaglia avvenuta nei pressi del Natisone a Manzano, tra veneti e imperiali, egli verrà gravemente ferito da una lancia ad una vertebra cervicale che lo ridurrà in stato di semiparalisi. A ventisei anni, questo ardimentoso, nobile, colto, bellissimo spirito cavalleresco, prediletto da Pietro Bembo e dalle corti di Urbino e dei Gonzaga, si trova a perdere tutte le sue ambizioni e soprattutto il suo sogno d’amore.

Alla fine della sanguinosa guerra di Cambrai (1508/1516) che vede Venezia contro mezza Europa, con il Friuli punto nevralgico, Venezia ricompone i dissidi fra i due rami della famiglia Savorgnan, facendo sposare Lucina Savorgnan del Monte con Francesco Savorgnan del Torre. Per Luigi, che nel frattempo è andato a vivere a Venezia, con passaggi a Vicenza, la notizia è lacerante, ma il suo cuore non dispera e dalla sua villa di Montorso Vicentino le rivolge un estremo, accorato messaggio d’amore, scrivendo la Novella Giulietta, che a lei dedica e che alla loro relazione si riferisce in molti punti, voluti o inconsci, in modo da essere giustamente ritenuta una prova validissima che il racconto è autobiografico.

Quando Bembo riceve una copia manoscritta della Novella nel 1524 si congratula con Luigi. In effetti, la narrazione è così coinvolgente e bella nella sua intensità e drammaticità che verrà pubblicata per tre volte nel giro di pochi anni, Edizione Bendoni ed Edizione Marcolini.

La sua trama costituirà la base di seguenti racconti molto simili di altri autori sia italiani (Bandello) che francesi (Boisteau) e inglesi (Painter) dal quale prenderà a piene mani William Shakespeare (1596), e rendendola un capolavoro mondiale grazie al suo genio drammatico, con tante grazie da parte di Verona, in cui la storia viene ambientata. Protagoniste in lotta fra loro sono le due famiglie nobili dei Montecchi e dei Cappelletti, con gli amanti Giulietta e Romeo, che si incontrano ad una festa di Carnevale, e dopo vari contrasti e stratagemmi mal riusciti, muoiono insieme, lui per il veleno e lei di crepacuore, al tempo di Bartolomeo Della Scala governatore, 1300. Una ricostruzione tutta fantastica come diremo più avanti.

PROVE E INDIZI DELLA AUTOBIOGRAFICITA’ DELLA NOVELLA “GIULIETTA”

A) CARNEVALE: Questa parte centrale del racconto che non ha precedenti (neppure in Masuccio Salernitano) appare molto autobiografico anche per altri dettagli, come il fatto che Romeo fosse mascherato e cercasse un’altra donna…i Savorgnan erano conosciuti come amanti delle feste e del carnevale (Armatura conservata nella Chiesa della Madonna delle Grazie a Udine) e degli spettacoli…, cui anche Luigi aveva partecipato, come nella sera del 26 febbraio 1511.

B) LE FAMIGLIE: Montecchi e Cappelletti: Luigi,ne prese ispirazione, scrivendo la Novella, perché dalla sua villa di Montorso poteva vedere il Castello dei Montecchi. Inoltre era una Monticoli (Montecchi) la sua fiamma precedente, Lui provava ammirazione per la famiglia nobile venuta a Udine da un po’ di tempo…Cappelletti: nome ripreso dai suoi Cavalleggeri che erano appunto così chiamati per il tipico berretto che portavano…Romeo: era il nome dato ai pellegrini in viaggio verso Roma, anche Luigi si sentiva tale perché venuto dal Veneto…e poi lo scudiero che gli racconta la storia di Verona anche lui si chiama Pellegrino. Giulietta, il riferimento è alla sorella minore di Lucina, detta appunto Giulietta, il cui ritratto appare in un quadro presso il Castello dei Frangipane che ho potuto riprendere per la pubblicazione di GIULIETTA E ROMEO di D’Osualdo, essa fu sposa di Giovanni Strassoldo, ebbe il feudo del Castello di Soffumbergo, da cui, alla morte di lui, discese a Udine per abitare accanto al Palazzo Savorgnan e dunque alla sorella Lucina in Via dei Battuti…Un altro suo racconto “Minetta e Polo” Luigi lo dedica a Giovanbattista, fratello di Lucina. Anche questo interesse per la famiglia di Lucina, indica il legame di Luigi con lei.

C) ALTRI PERSONAGGI E LOCALITA’:

  • di Pellegrino, l’autore dice che è “innamorato, animoso soldato, narratore” è quasi la descrizione di se stesso… Il racconto della Novella comincia così “PARTENDO DA GRADISCA, VENENDO VERSO UDINE FORSE DA AMOR SOSPINTO…” riferimento chiaramente personale, e subito dopo “…triste, perché una bella crudel donna…” definizione ripetuta da Romeo durante il racconto del carnevale;
  • Mantova: città dove, secondo il racconto, fugge Romeo e dove si tiene il Capitolo dei Frati, dove, nel vissuto reale, risiedono Antonia ed Elisabetta Gonzaga che Luigi tiene in conto di grande amicizia…
  • Paride Lodrone, nella Novella è il conte promesso sposo a Giulietta, nella realtà è una nobile famiglia trentina amica tradizionale dei da Porto. Un Lodrone fu mediatore nel 1511 – settembre, fra l’Imperatore Massimiliano e lo zio Antonio Savorgnan in procinto di passare dalla parte degli imperiali.
  • Frati Francescani, frate Lorenzo con cui Giulietta e Romeo sono in costante contatto, sono gli stessi che vivono a stretto fianco dei Palazzi Savorgnan dove sia Luigi che Lucina hanno abitato, o perlomeno frequentato. I Savorgnan e il Convento dei Minori erano uniti anche fisicamente, da una porta-passaggio privilegiata, e conducevano molteplici attività in comune;
  • Tomba nel cimitero accanto alla Chiesa di San Francesco, storicamente riservata dai conventuali ai Savorgnan. Nella Novella, frate Lorenzo dice a Giulietta “tu sai che l’arca dei tuoi Cappelletti è fuori di questa Chiesa, nel cimitero è posta”. Ed anche lei, poi, vi sarà deposta.
  • Meteo: Dalla Novella:…“una sera che molta neve cadea…nella quadragesima, a Santa Eufemia” (13 aprile). Infatti, in quell’anno 1511 la Pasqua arrivò tardi, il 20 aprile del vecchio calendario giuliano. L’amore fra Luigi e Lucina si svolse proprio durante quella quaresima. Ancora dalla Novella “venendo da Gradisca verso Udine…la strada era per la guerra arsa e distrutta” come era in realtà in quel periodo e come Luigi la visse. C’è concomitanza fra quanto narrato e quanto vissuto dall’autore.
  • Risse in strada Novella Giulietta:“Montecchi e Cappelletti si attaccano in via del Corso” come successe nella realtà udinese. I Savorgnan hanno attaccato più volte e ferito gli avversari in via Mercatovecchio;
  • Premessa alla Novella, rivolgendosi alla cugina…“dedicandomi come voi vedeste al mestier dell’armi nella dilettevole vostra Patria del Friuli…”. Friuli, dilettevole solamente grazie al sentimento di amore verso Lucina, dal momento che Luigi non fece mai mistero della sua contrarietà ad essere spostato dal Veneto in Friuli, essendo il primo un teatro di relazioni e di guerra ben più promettente del Friuli.

D) DEDICA A LUCINA: prova decisiva della autobiograficità del racconto (cioè dell’amore fra Luigi e Lucina). Nel dedicare la Novella a Madonna Lucina Savorgnan, Luigi le scrive che questa opera è stata progettata insieme, è stata scritta per lei, è compassionevole perché esprime la sua situazione di sfortunato amante, (Lucina sa del suo ferimento e forse lo ha visitato anche durante i dolorosi,brevi giorni in cui è stato ricoverato presso la casa Savorgnan di Antonio subito dopo il ferimento a Manzano, come risulta da una lettera dello stesso Antonio) a lei è indirizzata perché sa e capisce, a lei che è come un porto e una riva al quale si volge la barca di lui (metafora, simbolo, allora,di amore totale), a lei intende legarsi, a lei cui lui è già legato da uno stretto vincolo di parentado (cugini) e dolce amistà (sentimento personale)…

E) INVETTIVA FINALE: nel 1523 Lucina si sposa ufficialmente con Francesco dopo il matrimonio religioso del 1517, ha già un figlio, non risulta che abbia risposto finora in qualche modo ai messaggi di Luigi, il quale perse le speranze, decide di inserire alla fine della Novella un severo rimprovero per le donne che lasciano gli amanti quando questi sono colpiti dalla sfortuna (il riferimento alle proprie disgrazie e all’atteggiamento di Lucina che va sposa ad un altro è evidente e tempestivo) mentre Giulietta è fedele fino alla morte. Forse un estremo appello, una provocazione per ricevere qualche segno di attenzione da parte di lei.

PAROLA DI CECIL CLOUGH

A) Da “LETTERE STORICHE, A CURA DI C. CLOUGH”: “Luigi veniva a Udine dal Provveditore per regolari rendiconti (legati al suo incarico) e per visitare Lucina e i suoi…sicuramente incontrò Lucina…e partecipò ai balli dati da Maria a Palazzo Savorgnan nei 15 mesi restato in Friuli…”

B) RELAZIONE ALLA ACCADEMIA OLIMPICA A VICENZA 1985: “Questa dedica (a Lucina) è una prova conclusiva che si riferisce alla vita di Luigi…il porto d’amore è Lucina”…“Certamente quella sera (26/02/1511) Luigi era a Udine…” “Lucina e Luigi si sono innamorati ad un ballo, è questa la verità dietro la Novella…nella dedica egli si riferisce a sé e a Lucina”

C) da lettere a me Albino 2005: “Lietissimo che il caso Clough su amore di Luigi e Lucina non è dimenticato a Udine…speriamo di cuore che ci sarà una risposta favorevole di Udine e della Patria alla iniziative di Comelli…”

D) da “TRACCE TANGIBILI” 2006 Campanotto Ud: “La stessa Novella di Luigi da Porto è una prova che la relazione amorosa ambientata a Verona era fittizia, scritta in conseguenza di una infelice storia di amore dell’autore a Udine con la cugina Lucina, che spinse l’autore a dedicarle la storia e in verità a presentarla come allusione a lei. Il significato della dedica si rivela nel constatare che tanto lei quanto il suo amore erano perduti per lui e che la loro infelice storia di amore trovava forti eco nella Giulietta”.

“Esiste una similarità eccezionale fra la realtà dell’incontro di Luigi con Lucina in Friuli nel 1510-11 e la sua descrizione fittizia dell’amore fra Giulietta e Romeo, due secoli prima…Esiste una differenza, ma le somiglianze appaiono così eccezionali che si può ammettere che esse siano volute dall’autore…come nel caso di Giulietta e Romeo anche Luigi e Lucina divennero amanti…e in segreto fecero promessa di matrimonio, cioè, secondo l’usanza del tempo, si sposarono…Luigi scrisse la Novella (1517-1523) rivolgendo a lei la sua amarezza che era motivata dal fatto che lei aveva scelto di ignorare il loro matrimonio segreto e il loro precedente amore”;

F)da “AMORE E GUERRA NEL VENETO”: “da Porto è stato spinto da amore a scrivere la storia(la Novella Giulietta) e ad inviarla a Lucina…Lei poteva capire il significato nascosto…la prova della storia di amore fra Luigi e Lucina è di necessità indiziaria, ma è la verità dietro la storia di Giulietta e Romeo”;

G) ALTRE TESTIMONIANZE DI ALTRI STUDIOSI:

  • Antonio da Porto, studioso, pronipote di Luigi. Intervento al Castello di Udine (2006), “Basandomi su storie scritte in famiglia, si diceva che Luigi si era innamorato di una friulana, Luigi era Romeo e Lucina era Giulietta…Verona? Suggestivo, ma tutto falso, nulla di reale…tutto si è svolto qui (a Udine)”;
  • Gianfranco Ellero, storico: già portatore di una relazione al Castello di Udine (2006), in occasione della presentazione del libro “Giulietta e Romeo: l’origine friulana del mito”. Egli scrive, nel suo libro “Storia di Udine”, “Lucina fu vista al ballo da Luigi che si innamorò, fu amore a prima vista, egli promette di sposarla…Luigi da Porto scrisse la Novella, il racconto è autobiografico, come è stato dimostrato, anche se ambientato a Verona…Udine dovrebbe ricordare almeno con una lapide in Piazza Venerio l’amore di Luigi e Lucina che sono gli antenati di Giulietta e Romeo secondo Clough”.
    Concetto che anche nella Prefazione al Catalogo della Mostra “Amore e Morte in Friuli, 1511” viene ripetutamente ribadito così sette artisti del Centro Arti Plastiche hanno accettato con entusiasmo di raccontare in pittura la storia dell’infelice amore fiorito nel tragico carnevale del 1511 fra Luigi da Porto e Lucina Savorgnan…nei pressi della chiesa di San Francesco fiorì l’amore di Luigi con Lucina…in sette quadri-capitoli è stata ricostruita l’origine friulana del mito di Giulietta e Romeo, efficacemente analizzato da Albino comelli e Francesca Tesei…”
    Ancora Ellero: “…la sera del 26 febbraio 1511 Maria Savorgnan, madre di Lucina organizzò nel palazzo di Udine un ballo in maschera….Lucina fu vista quella sera anche da Luigi da Porto…e l’amore scoppiò a prima vista…”( Udine 2008, Arti Grafiche Friulane)
  • Detalmo Pirzio Biroli, studioso ed erede dei Savorgnan: dal libro “Finestre e finestrelle” (2005 – Campanotto Ed.) “In quello stesso giorno del martedì (mercoledì) grasso del 1511 Maria Savorgnan dà un grande ballo di carnevale al Palazzo Savorgnan di Udine…Lucina che ha 14 anni, canta…con grande grazia e fascino…Luigi da Porto è certamente a quel ballo…non si sa se Luigi (Romeo) e Lucina (Giulietta) si fossero già incontrati; comunque è chiaro che un grande amore sbocciò fra i due…”;
  • Comelli Albino e Francesca Tesei: dal libro “Giulietta e Romeo: l’origine friulana del mito” (Firenze libri Ed. 2005)…Dopo gli studi prolungati e autorevoli del prof. Clough, e di altri, in seguito alle nostre ulteriori ricerche, e dopo l’analisi della Novella e altri scritti di Luigi da Porto, dopo lo studio anche psicologico della Dedica, dopo gli aggiuntivi studi da me, Comelli, riportati nella terza edizione del libro, dopo ricerche fatte in ogni grande Biblioteca e Archivio di Udine e del Veneto, siamo in grado di affermare che l’intera vicenda di cui si narra nelle Novella è avvenuta totalmente in Friuli…nella realtà Romeo e Giulietta sono Luigi e Lucina, le famiglie sono i Savorgnan del Torre e del Monte, lo scenario è Udine e la Patria, il tempo è il 1510-1511;
  • Roberto Sandron: dal libro “Storia di Portogruaro – dalle origini ai giorni nostri” (Ed. Biblioteca dell’Immagine – 2013)…”già nell’800, Cesare Foligno (di Portogruaro) prof. a Oxford (1922) scrive che la Novella che ha ispirato la tragedia di William Shakespeare adombra in realtà un ricordo di Luigi, ossia il suo amore controverso con Lucina Savorgnan…sbocciato a Udine durante il carnevale del 1511…” (pag. 118-119);

GIULIETTA E ROMEO A VERONA

La creazione letteraria della Novella di da Porto ha ambientato a Verona la vicenda dei due celebri amanti, nel 1300, con le famiglie dei Cappelletti e dei Montecchi in contrasto, con i protagonisti Giulietta e Romeo, trama narrativa ripresa in pieno da Shakespeare. Ma le suddette famiglie non erano in contrasto fra loro, erano entrambe ghibelline, cioè filo imperiali. In quel tempo, i Montecchi non esistevano a Verona, ma dimoravano a Cremona. A Verona non c’erano i Francescani, ma i Cappuccini che furono, tra l’altro, sostituiti dai Canonici regolari di Mantova (come si evince dal libro “Le chiese di Verona”). Fino alla fine del 1700 nessun interesse turistico o di studiosi per la tomba di Giulietta, solamente a fine 1800 si ritenne di considerare “Casa di Giulietta” una delle tante case nobiliari di Verona, alla quale nel primo 1900 fu aggiunta anche la fatidica terrazza.

Gli stessi studiosi veneti (Giuseppe Todeschini “Lettera a G. Milan” e “Lettere Storiche di da Porto” a cura di Bartolomeo Bressan) escludono in modo categorico la veridicità storica della vicenda di Giulietta e Romeo a Verona. Dice il Todeschini “La storia di Giulietta e Romeo è una fantasia per vecchiette, il lavatoio delle Franceschini (la cosidetta tomba di Giulietta), non è un monumento alle sciagure del cuore, ma alla leggerezza dei giudizi umani, una favola della fantasia”. E l’abate Venturi (considerato uno studioso che sapeva tutto della storia della città scaligera) “La storia di Giulietta e Romeo è una pura invenzione, nessun cenno si trova in alcuna cronaca”.

E Cecil Clough aggiunge (in “Tracce Tangibili”): “Studi importanti dimostrano che la storia di Giulietta e Romeo associata a Verona è una finzione letteraria, la Novella non possiede alcuna consistenza storica, non esiste documento che si riferisca alla relazione amorosa di Giulietta e Romeo che è fittizia, perchè conseguenza di un infelice amore vissuto dallo stesso autore a Udine”.

Lettera di Clough a me, Albino: “per me è prudente non visitare Verona”.

Nel giugno del 2011, Albino Comelli va a Verona, a capo di una delegazione dell’allora “Comitato per Giulietta e Romeo in Friuli”, e firma, assieme al presidente del potente Club Giulietta di Verona, un documento (che Comelli chiamerà “La pace di Verona”) con cui Verona riconosce che la verità storica della vicenda dei due celebri amanti appartiene a Udine, mentre i friulani riconoscono che la paternità del mito letterario shakespeariano vive ed è proprio di Verona…in seguito questa alleanza viene confermata dalle visite del sindaco di Verona Flavio Tosi a Udine (per l’inaugurazione del libro e della mostra su Giulietta e Romeo in Friuli) che il Comitato e l’”Associazione Giulietta e Romeo in Friuli” ricambiano nella città scaligera in occasione del Premio Nazionale organizzato nelle scuole, sempre dall’Associazione friulana, e del convegno organizzato dal Fogolar Furlan di Verona con la partecipazione e l’accordo sia di Verona che di Udine.

Udine, agosto 2016 – Albino Comelli

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